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Chi siamo

Presentazione

Chi siamo

Chi siamo?

I ministranti (o chierichetti, come si diceva una volta) delle sei parrocchie del centro città di Trento:

  • Parrocchia di san Vigilio (Duomo)
  • Parrocchia di santa Maria Maggiore
  • Parrocchia dei santi Pietro e Paolo
  • Parrocchia di san Martino
  • Parrocchia del Santissimo Sacramento
  • Parrocchia dello Sposalizio di Maria Vergine
Duomo di Trento (san Vigilio)
San Vigilio · Duomo
Chiesa di santa Maria Maggiore
Santa Maria Maggiore
Chiesa dei santi Pietro e Paolo
Santi Pietro e Paolo
Chiesa di san Martino
San Martino
Chiesa del Santissimo Sacramento
Santissimo Sacramento
Chiesa dello Sposalizio di Maria Vergine
Sposalizio di Maria Vergine

Chi fa parte di questo gruppo?

Bambini e ragazzi, maschi e femmine, dai 6 anni in su, che desiderano stare insieme, imparare, divertirsi e mettersi al servizio di Dio e della comunità.

Cosa facciamo?

Servizio liturgico nella chiesa parrocchiale

Il nostro compito principale riguarda il servizio all'altare durante la Messa domenicale della comunità parrocchiale e le altre principali feste dell'anno liturgico. Il servizio liturgico consiste nell'aiutare il sacerdote e contribuisce a rendere più bella la celebrazione.

Servizio in cattedrale alle principali celebrazioni presiedute dal Vescovo

Servizio dei ministranti in cattedrale

Da alcuni anni, i ministranti delle parrocchie del centro città di Trento vengono coinvolti anche nel servizio liturgico in occasione delle principali celebrazioni presiedute dall'Arcivescovo in cattedrale. Il progressivo diminuire del numero dei seminaristi rende sempre più difficile garantire il servizio liturgico in cattedrale che, tradizionalmente, era affidato a loro. Si sta così delineando una nuova consuetudine: accanto ai seminaristi, là dove ancora presenti, assumono un ruolo crescente i ministranti provenienti dalle parrocchie della città.

Servizio presso la casa di riposo

Servizio presso la casa di riposo

Durante il tempo di Quaresima, alcuni ministranti, a turno, svolgono il servizio liturgico alla Messa della domenica presso la casa di riposo Beato De Tschiderer a Trento, come segno di vicinanza agli anziani ospiti della struttura e come impegno di servizio all'esterno del contesto «standard» in cui i ministranti svolgono il loro ministero.

E poi?

Inoltre, una volta al mese, il sabato pomeriggio ci incontriamo tutti insieme per imparare cose nuove, prepararci ai nostri incarichi durante la Messa, giocare, divertirci e fare nuove amicizie. Vuoi sapere di più sui nostri incontri?

Dove?

Oratorio San Gaspare Bertoni
Oratorio «San Gaspare Bertoni» · parrocchia dello Sposalizio

I nostri incontri mensili si svolgono presso l'oratorio «San Gaspare Bertoni» della parrocchia dello Sposalizio, in via san Bernardino 8, a Trento.

Vieni a conoscerci!

Se ti interessa provare questa esperienza, vieni a trovarci! La domenica ci incontriamo in sacrestia, un po' prima dell'inizio della Messa.

Puoi contattare gli animatori scrivendo a [email protected].

Ministrante o Chierichetto?

Chierichetti di un tempo

Chierichetto era un diminutivo (vezzeggiativo) di «chierico» utilizzato fino alla metà del secolo scorso per indicare i bambini e i ragazzi, esclusivamente di sesso maschile, che svolgevano il servizio all'altare. Il chierichetto era visto come un componente del clero, perciò tale compito era riservato ai maschi.

Concilio Ecumenico Vaticano II

Questo termine venne utilizzato ufficialmente fino a prima del Concilio Ecumenico Vaticano II, il grande evento della Chiesa nel XX secolo, svoltosi a Roma tra il 1962 e il 1965. Il Concilio fu una riunione di tutti i vescovi cattolici, insieme ai capi dei principali ordini religiosi maschili e venne indetto per rispondere all'esigenza di un rinnovamento della Chiesa. Un po' come si fa con una casa, che dopo tanti anni ha bisogno di essere ristrutturata, anche la Chiesa dell'epoca sentiva la necessità di rinnovarsi. Durante la ristrutturazione di una casa, sappiamo che i muri portanti, la disposizione delle stanze ed i corridoi che le collegano rimangono gli stessi, mentre l'aspetto dei locali viene rinnovato ed aggiornato, per adeguarlo ai tempi odierni. Anche la Chiesa, dopo le due grandi guerre mondiali del primo Novecento, sentiva la necessità di aggiornarsi. Era in un'epoca di forte rinnovamento, con la ricostruzione della società e delle sue relazioni distrutte dal conflitto internazionale. Uno degli ambiti che la Chiesa, sollecitata dai fedeli, sentiva urgentemente la necessità di rinnovare era proprio la liturgia. I riti celebrati dalla Chiesa dell'epoca non sembravano più molto attuali, a partire dalla lingua utilizzata, cioè il latino. Non a caso quindi, il primo documento ufficiale che venne pubblicato da questo Concilio riguardò proprio il rinnovamento della liturgia. Tale documento ricade sotto la categoria delle «costituzioni» poiché, come nella società civile, ha il valore di una vera e propria legge da applicare nella Chiesa. In questa Costituzione, troviamo una frase molto importante che racchiude la definizione dei ministeri:

Anche i ministranti, i lettori, i commentatori e i membri del coro svolgono un vero ministero liturgico. Essi perciò esercitino il proprio ufficio con quella sincera pietà e con quel buon ordine che conviene a un così grande ministero e che il popolo di Dio esige giustamente da essi.

Bisogna dunque che tali persone siano educate con cura, ognuna secondo la propria condizione, allo spirito liturgico, e siano formate a svolgere la propria parte secondo le norme stabilite e con ordine.

Sacrosanctum Concilium, n. 29

Nell'elenco dei ministeri citati da questa definizione appare per la prima volta il termine di «ministrante», che sostituisce quello di chierichetto.

Ministrante oggi

Ministrante è il termine proprio utilizzato oggi per indicare il fedele laico, uomo o donna, che svolge un servizio alla comunità cristiana, ai sacerdoti e ai diaconi, durante la liturgia e nelle altre celebrazioni. Questa parola deriva dal verbo latino ministrare, che significa «servire», ed esprime meglio il ruolo del ministrante nella Chiesa: possono essere sia giovani che adulti, sia maschi che femmine, e svolgono un ministero, cioè un servizio, a Dio, al sacerdote e all'intera comunità, attraverso la liturgia.

Abito liturgico

L'abito non fa il monaco… ma fa il ministrante. Le vesti liturgiche dei ministranti sono diverse e cambiano a seconda delle tradizioni e delle consuetudini della singola parrocchia. A Trento, in particolare, nelle parrocchie dove svolgiamo servizio, ci sono diversi abiti liturgici che ora descriviamo.

Camice semplice (alba)

Camice semplice (o alba)

Veste bianca che raggiunge le caviglie; essa può essere di vari modelli, ad esempio può avere il cappuccio oppure il colletto normale chiuso mediante una cerniera. Simboleggia il Battesimo nel quale tutti riceviamo la veste bianca.

Tarcisiana

Tarcisiana

Veste bianca simile al camice, con due strisce rosse verticali che scendono dalle spalle. Prende il nome da san Tarcisio, il principale patrono dei ministranti.

Camice con lo scapolare

Camice con lo scapolare

È un abito liturgico costituito dal camice indossato insieme a uno scapolare. Quest'ultimo è una veste formata da due ampie strisce di stoffa, che scendono sul davanti e sul retro del corpo, e sono unite tra loro sulle spalle. È caratterizzato da un ampio colletto ad anello ed è rifinito lungo i bordi con una striscia decorativa, il cui colore varia in relazione al colore liturgico.

Abito talare e cotta

Abito talare e cotta

La talare è una veste con maniche lunghe, stretta fino alla vita come una giacca, che prosegue fino ai talloni svasata e più ampia; il tutto chiuso da una striscia di bottoni sulla parte anteriore. Può essere di colore nero o rosso o di altro colore, secondo le usanze locali. La cotta, indossata sopra la talare, è una veste bianca con collo circolare o quadro, che ricorda il camice, ma si ferma sotto la vita e le maniche terminano ai gomiti.

Breve cronologia

  • 2001Inizia un'attività organizzata per i ministranti presso la parrocchia dello Sposalizio.
  • 2003Cominciano gli incontri di formazione per ministranti al sabato pomeriggio presso l'oratorio san Gaspare Bertoni.
  • 2007Primo fine settimana per ministranti a Baselga del Bondone (TN).
  • 2015Gita a Verona alla scoperta della storia di san Gaspare Bertoni; fine settimana a Baselga del Bondone su san Domenico Savio.
  • 2016Camposcuola estivo a Roma in occasione del Giubileo della misericordia, su san Tarcisio.
  • 2017Fine settimana a Saone (TN) sul beato Rolando Rivi; camposcuola estivo a Caorle (VE) sul verbo «SERVIRE».
  • 2018Realizzazione del nuovo logo del Gruppo Ministranti; fine settimana a Vetriolo (TN) sul personaggio biblico Samuele.
  • 2022L'attività del Gruppo Ministranti viene estesa alla parrocchia del Santissimo Sacramento.
  • 2023Fine settimana a Lundo (TN) su san Domenico Savio.
  • 2024L'attività viene estesa alle sei parrocchie del centro città di Trento.
  • 2025Camposcuola a Roma per i ministranti «senior» in occasione del Giubileo della speranza.
  • 2026Realizzazione del sito web ministrantitrento.it.

Segni di speranza

«Pronti sempre a rispondere della speranza che è in voi»

1 Pt 3,15

L'esperienza del gruppo ministranti sta portando frutti significativi: i più grandi imparano a prendersi cura dei più piccoli, crescendo nella corresponsabilità e nel servizio. I ragazzi vivono il servizio liturgico con gioia e serenità, partecipano con piacere alla Messa e si sentono sempre più parte attiva della celebrazione.

Il servizio viene svolto con maggiore consapevolezza e disponibilità, fino ad aprirsi anche alla possibilità di servire in altre chiese. Gli ambienti della parrocchia vengono vissuti sempre più come una casa, un luogo da abitare e condividere. Attraverso il loro modo di servire, i ministranti testimoniano concretamente la fede.

Un segno particolarmente bello è la crescita degli adolescenti, che non si limitano a partecipare ma iniziano ad affiancare gli animatori, assumendo piccoli compiti e responsabilità e diventando così protagonisti nella vita del gruppo.